Analisi dell’incendio avvenuto a bordo di una portacontainer nel Porto di Catania
I fatti
Nella serata del 16 Settembre 2021 è giunta ai Vigili del Fuoco ed alla Capitaneria notizia di incendio a bordo di una portacontainer in ingresso nel Porto di Catania. La macchina dei soccorsi, attivatasi immediatamente, ha constatato che l’incendio proveniva da un container trasportante merci pericolose. Il container era correttamente placcato, recava infatti la placca di pericolo 4.2 assieme a quella del pericolo sussidiario 6.1, il marchio marine pollutant ed il rettangolo arancione con la scritta UN1381. Pertanto il nucleo N.B.C.R dei Vigili del Fuoco intervenuto sul posto deve aver subito intuito la necessità di utilizzare abbondante acqua per raffreddare l’intero container come consigliato nella scheda d’emergenza F-A del supplemento del codice IMDG. Difatti grazie al raffreddamento, monitorato con un termoscanner, sono riusciti ad abbassare la temperatura sotto i 44° ovvero il punto di fusione del Fosforo Giallo (oltre questa temperatura diventa liquido), così come indicato nella colonna 17 della tabella al 3.2 IMDG. Contenuto l’incendio ma non spento si è provveduto ad accogliere la nave in banchina ed al successivo scarico del container in fiamme. In questo modo si è evitato lo sviluppo dell’incendio a bordo che avrebbe potuto, coinvolgendo i container attigui, portare a conseguenze disastrose. Successivamente il personale di terra ha provveduto al totale spegnimento dell’incendio. Non sono stati registrati feriti ne danni ambientali.
L’analisi del team Invepri
Si poteva evitare?
La risposta è certamente si. É evidente che qualcosa non ha funzionato. Il Fosforo Giallo è una merce pericolosa sicuramente insidiosa che comporta certamente un pericolo. Vero è che se trasportata nella modalità corretta prescritta dal codice IMDG il rischio di incidente “spontaneo” è davvero rasente lo zero.
Quindi che cos’è successo?
Quella che possiamo fare è solamente un’ipotesi, le cause verranno sicuramente accertate dagli organi competenti. Il Fosforo Giallo viene trasportato ricoperto d’acqua poichè si innesca con il solo contatto con l’aria. In questo caso veniva trasportato in fusti che come da istruzione d’imballaggio P045 devono essere ermeticamente sigillati. Pertanto visto che, al momento, l’insorgere di eventi esterni è escluso, è possibile che uno di questi fusti, forse danneggiato durante il trasporto, abbia man mano perso l’acqua che ricopriva la materia permettendo all’aria di entrare e quindi venir in contatto con il Fosforo dando così il via alla reazione.
In conclusione
Fortunatamente non ci sono stati feriti, la nave è integra e non si registrano danni ambientali. Poteva sicuramente andare peggio anche perché il Fosforo è altamente tossico per inalazione, quindi i fumi avrebbero potuto facilmente colpire i marittimi a bordo. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato provvidenziale ed ha fatto si che la situazione non sfuggisse di mano. Da consulenti ed esperti del codice IMDG operanti nel Porto di Trieste ci sentiamo particolarmente colpiti da questi fatti con la speranza che non accadano più. Il nostro obbiettivo aziendale è proprio questo, operare per la salvaguardia delle persone, dell’ambiente e quindi del nostro Porto e della nostra città.