Ingente sversamento di merci pericolose a bordo di una nave approdata al porto di Trieste
Ricevuta la chiamata d’emergenza ci siamo recati presso il terminal del nostro cliente dove ricopriamo l’incarico di consulente per le merci pericolose.
Una volta giunti sul posto ci siamo resi conto che stavamo per affrontare uno sversamento di merce pericolosa diverso dal solito, difatti già da lunga distanza notavamo una grande macchia blu sulla murata di dritta della nave ormeggiata. E’ stata quindi immediatamente avviata la procedura d’emergenza. Sottobordo la situazione risultava grave, con un evidente percolamento di una sostanza blu con forte odore di ammoniaca. Il comando nave informava il terminal della natura pericolosa della sostanza proveniente da un container contenente merce pericolosa classificata dal codice IMDG come UN2922 Liquido corrosivo, N.A.S. PG II. Grazie al nucleo NBCR dei vigili del fuoco ed al gruista del terminal il container è stato prima derizzato e poi sbarcato in sicurezza e posizionato su una vasca di colaggio. Aperto il container con l’aiuto di una ditta specializzata, munita di autorespiratori, è stata accertata la totale compromissione del carico, tutte le taniche ed i fusti erano di fatto esplosi ed il liquido pericoloso in essi contenuto era ormai quasi del tutto polimerizzato e quindi divenuto solido. La merce è quindi stata spostata in imballaggi di soccorso pronta per essere smaltita.
I consulenti Invepri sul posto

Il team di consulenti merci pericolose Invepri è abilitato alla consulenza sul trasporto merci RID ed ADR ma ha anche una larga esperienza sulla gestione delle merci pericolose in ambito navale e portuale (IMDG CODE). E’ per questo che ricopriamo il ruolo di Responsabili Merci Pericolose per tutti i terminalisti del Porto di Trieste. In casi di emergenza forniamo tutto il supporto necessario al nostro cliente coadiuvando i soccorsi ed attuando le procedure d’emergenza.
La nostra analisi sulle cause dell’incidente
Si tratta di un incidente insolito, ed è per questo che è difficile determinarne le cause con certezza. Gli imballaggi erano omologati e conformi con le disposizioni del codice IMDG, il container sembrava caricato correttamente. Trattandosi però di una rubrica generica N.A.S vi è la possibilità che chi ha imballato e caricato il container poteva forse, conoscendo la natura della merce, prendere qualche precauzione in più. Difatti dalla Safety Data Sheet si evinceva che la sostanza temeva il calore dando inizio ad un processo di polimerizzazione con emissione di gas tossici e reazioni esotermiche. L’unico accorgimento preso dal caricatore è stato avvolgere con una specie di imballo termico tutto il carico. A nostro avviso, e i fatti parlano, questo non è bastato. La probabile causa dell’incidente infatti è stata la luce diretta del sole sul container durante il trasporto che ha innescato una reazione del prodotto che ha poi portato all’esplosione di tutti i colli e quindi allo sversamento.
Il codice IMDG non è onnisciente
Questo incidente ne è sicuramente la prova, il codice IMDG non può e non potrà mai prendere in considerazione tutte le sostanze del mondo. Semplicemente perchè sono migliaia e se ne registrano di nuove quotidianamente, tutte con le più disparate proprietà e pericoli. Probabilmente se il codice dovesse riclassificare questa specifica sostanza ne prescriverebbe il trasporto mediante imballaggi idonei alle variazioni di calore o ancor di più prescrivendone il trasporto in container frigo.
In conclusione
Lo sversamento ha avuto delle conseguenze, fortunatamente soltanto economiche. E’ solo grazie all’alta professionalità dimostrata da tutti gli intervenuti che nessuno si è fatto male. La sicurezza è sempre la priorità e in questo caso sono stati impiegati mezzi e uomini in grado di garantirla.
